A mia mamma nel IX anniversario del suo ritorno alla casa del Padre!

A mia mamma nel IX anniversario del suo ritorno alla casa del Padre!

di p. Giovanni Cozzolino, O.M.

 

Quest’anno l’anniversario capita nella solennità del Corpus Domini, e ciò non solo ni fa ricordare come sin da piccolo mi portavi alla Processione, allora belle e preparate con arte popolare, ma mi facevi comprendere l’importanza dell’Eucarestia che fa la Chiesa.

Mi facevi comprendere che l’Eucaristia è il cibo umile, come ci insegna il nostro San Francesco di Pola, con cui il Signore imprime nel nostro cuore la certezza di essere amati, è memoriale vivo e non astratto del Suo amore, ed è il sacramento che iscrive nel nostro “DNA spirituale”, l’aspirazione all’unità.

Poi, che l’Eucaristia, sommo dono di Dio, è, innanzitutto quale sacramento della memoria, reale e tangibile, della storia d’amore di Dio per noi. Il tema della memoria, per te normale nel raccontare la Buona Novella del Vangelo, non solo torna più volte nella liturgia del Corpus Domini, ma costituisce il mio metodo nello scrivere libri e nel fare storia.

“Ricordati di tutto il cammino che il Signore, ti ha fatto percorrere“esordisce Mosè parlando al suo popolo è un ammonimento, rivolto a ciascuno di noi: Nel ricordo di quanto il Signore ha fatto per noi si fonda la nostra personale storia di salvezza. Ricordare è essenziale per la fede, come l’acqua per una pianta: come non può restare in vita e dare frutto una pianta senza acqua, così la fede se non si disseta alla memoria di quanto il Signore ha fatto per noi. Ma la memoria è importante anche perché ci permette di rimanere nell’amore, di portare nel cuore chi ci ama e chi siamo chiamati ad amare.

Ma oggi, nella frenesia in cui siamo immersi, tante persone e tanti fatti sembrano scivolarci addosso. Si gira pagina in fretta, voraci di novità ma poveri di ricordi. Così, bruciando i ricordi e vivendo all’istante, si rischia di restare in superficie, nel flusso delle cose che succedono, senza andare in profondità, senza quello spessore che ci ricorda chi siamo e dove andiamo. Allora, la vita esteriore diventa frammentata, quella interiore inerte. Ma, è proprio la solennità di oggi a darci forza e conforto in questa frammentazione della vita. E’ proprio con l’Eucaristia che il Signore ci viene incontro con fragilità amorevole.

Nel Pane di vita il Signore ci visita,facendosi cibo umile che con amore guarisce la nostra memoria, malata di frenesia, ricordandoci l’amore di Dio, ci dà forza e sostegno: Non è una memoria astratta, fredda e nozionistica, ma la memoria vivente e consolante dell’amore di Dio. Nell’Eucaristia c’è tutto il gusto delle parole e dei gesti di Gesù, il sapore della sua Pasqua, la fragranza del suo Spirito. Ricevendola, si imprime nel nostro cuore la certezza di essere amati da Lui.

E la certezza di questo amore ci rende grati, liberi e pazienti: Così l’Eucaristia forma in noi una memoria grata, perché ci riconosciamo figli amati e sfamati dal Padre; una memoria libera, perché l’amore di Gesù, il suo perdono, risana le ferite del passato e pacifica il ricordo dei torti subiti e inflitti; una memoria paziente, perché nelle avversità sappiamo che lo Spirito di Gesù rimane in noi.

Anche, nel cammino più accidentato, dunque, l’Eucaristia ci ricorda che il Signore è con noi e ci ricorda anche che non siamo individui, ma un corpo, non è un sacramento per me, è il sacramento di molti che formano un solo corpo: L’Eucaristia è il sacramento dell’unità. Chi la accoglie non può che essere artefice di unità, perché nasce in lui, nel suo ‘DNA spirituale’, la costruzione dell’unità.

Questo Pane di unità ci guarisca dall’ambizione di prevalere sugli altri, dall’ingordigia di accaparrare per sé, dal fomentare dissensi e spargere critiche; susciti la gioia di amarci senza rivalità, invidie e chiacchiere maldicenti.

 

*Il testo fa riferimento a Papa Francesco

 

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