V Centenario della Canonizzazione di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro: il significato del Logo!

V Centenario della Canonizzazione di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro: il significato del Logo!

di P. Giovanni Cozzolino, O. M.

Siamo convinti che il nostro santo compiva miracoli, per intercessione del Signore, necessari al luogo e alla popolazione in cui si trovava, per cui a Corigliano compie alcuni miracoli necessari per il bene dei Coriglianesi per vivere pienamente la vita cristiana. Ci riferiamo solo a quelli che sono riportati ufficialmente dalle fonti, per comprendere il Suo insegnamento. 1. A nostro avviso, Francesco di Paola, il primo segno che compie è quello di non dimorare nel castello, dentro le mura della città feudale e, scegliendo il luogo dove costruire il convento e la chiesa, lo sceglie proprio al di là delle porte della città feudale per insegnarci alla libertà e la semplicità; dal romitorio San Francischiellu lancia messaggi di libertà e lo fa attraverso il richiamo alla conversione di tutti, perché Francesco se non privilegia il ricco nei confronti del povero, non accetta neanche che il povero e il semplice possano venir meno ai loro doveri. 2. «Venne fra’ Francesco a Corigliano per ultimare il convento ancora senza acqua, distante questa parecchio da dove si lavorava. Egli senza alcuna industria o umana capacità ve la portò miracolosamente, benché la sorgente fosse lontano ben quattro miglia». Il secondo segno, che insegna molto alla nostra città e a tutti noi, è il miracolo dell’acqua che Francesco di Paola porta, dal Bosco dell’acqua, non solo per le necessità del convento, ma per tutti: in fondo, promuove così l’amore al bene comune, del quale ne parla anche nella lettera indirizzata alla nostra città, appena lui va in Francia. Per bene comune si devono intendere i diritti inalienabili pertinenti ad ogni individuo, tra essi, la possibilità di sviluppare la propria vocazione personale, il benessere sociale e, soprattutto, promuovere la pace tra gli individui. Per bene comune si deve intendere l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente. Il bene comune interessa la vita di tutti: esige la prudenza da parte di ciascuno e più ancora di coloro che esercitano l’ufficio dell’autorità. Esso comporta tre elementi essenziali: in primo luogo, suppone il rispetto della persona in quanto tale; in secondo luogo, il bene comune è la sintesi di tutti i doveri sociali; in terzo luogo il bene comune necessita della pace, cioè della stabilità e della sicurezza di un ordine giusto. L’acqua, teologicamente, è simbolo della Grazia di Dio: Francesco, facendola scendere dal Bosco dell’acqua, vuole inondare della Grazia del Battesimo e dei Sacramenti tutta Corigliano Calabro. 3. “Fra’ Francesco era lontano in un bosco, al ritorno disse: ‘Voi vi siete sistemati con lo stomaco e avete fatto bene a metterlo a tacere dai morsi della fame; ma v’è ancora della grazia di Dio anche per gli altri!. Prese l’altra focaccia e cominciò a distribuirla agli altri, che erano in numero quasi di trenta, e ne avanzò ancora una metà. Per conoscenza diretta e personale’”. Il terzo segno insegna che ognuno di noi deve avere un amore particolare alla solidarietà o carità socialee e che non deve pensare solo a se stesso. La solidarietà o carità sociale ha caratterizzato in modo specifico tutta la vita e la missione di Francesco di Paola: Francesco di Paola si è reso così presente accanto alle persone bisognose, aveva la capacità di accogliere tutti, di condividere, di partecipare ai problemi degli altri, non fa distinzione fra poveri e ricchi, fra buoni e cattivi, familiarizza con i semplici, ma anche con i potenti e non manca di rivolgersi con premura al loro potere quando è in discussione la carità sociale, sa accogliere la persona nella totalità del suo essere ed è preoccupato dei bisogni spirituali e materiali di quanti l’avvicinano. Teologicamente, poi, la focaccia o pane è segno e simbolo dell’Eucarestia: Dio che si fa nostro cibo per farci come Lui! Francesco di Paola ci porta dentro l’essenza sia dell’umanità che del cristianesimo: qualsiasi nostro fratello o sorella perduta è un fratello o sorella da ritrovare, nessuna indifferenza, nessuna apatia, nessuna complicità con i nostri silenzi, ma farsi prossimo con parole e sguardo che salvano e convertono ad una pienezza di vita. E questa è la pedagogia di San Francesco di Paola: tutti siamo al sicuro soltanto quando nessuno è fuori dalla vita, dall’umanità, dalla fede.

Comments are closed.