ASCOLTATELO!

ASCOLTATELO

di don Vincenzo Carnevale

Dio grande e fedele, che riveli il Tuo volto a chi Ti cerca con cuore sincero, rinsalda la nostra fede nel mistero della croce e donaci un cuore docile, perchénell’adesione amorosa alla Tua volontà seguiamo come discepoli il Cristo Tuo Figlio. (Seconda Colletta)

Ascoltatelo, imperativo divino, pregnante e vitale, dinamico ed essenziale: ascoltare è obbedire, lasciarsi coinvolgere, mettersi alla sequela del Figlio, condividere la Sua Missione e collaborarvi, lasciarsi assimilare dalla Sua Persona e rendersi partecipi della Sua gloria e lasciarsi rivestire della Sua‘veste candida e sfolgorante’, segno della nostra figliolanza divina nel Figlio Suo, l’eletto.

Quel giorno, sul quel monte, Gesù, volendo preparare i Suoi discepoli adaffrontare la ‘prova’ suprema della Sua passione e morte (‘il suo esodo’), ‘mentre pregava, il Suo volto cambiò d’aspetto e la Sua veste divenne candida esfolgorante’; Pietro, Giovanni e Giacomo, dopo essersi svegliati dal sonno che li opprimeva, ‘videro la Sua Gloria’ e, dalla nube che li ‘coprì con la Sua ombra’, uscì la Voce, quella del Padre: ‘Questi è il Figlio Mio, l’Eletto; Ascoltatelo’.

Abramo, obbedendo al comando del Signore Dio, ha lasciato la sua terra e, fidandosi di Lui, si incammina verso la terra che Egli vorrà indicargli. Nonostante la sua fiducia e fede, egli, però, è anche provato umanamente

e avvilito dal fatto di essere ‘un patriarca senza figli’, e, perciò, senza futuro, ed è anche sconfortato dalprocrastinarsi della realizzazione della Promessa. Dio lo riassicura e rinnova la promessa di una discendenza incalcolabile più delle stelle del cielo e lo invita e lo sollecita a credere alla Sua promessa, attraverso un rito antico di contratto (Alleanza), e che viene completamente rinnovata e arricchita di nuovi contenuti e significati (prima Lettura).

Paolo, che non solo ha imitato Cristo ma anche da Lui si è lasciato assimilare, ci ricorda che siamo pellegrini e viandanti verso la patria celeste, animati, guidati e sorretti da questa nostra fondata speranza: Cristo trasfigurerà il nostro corpo, misero e mortale, e lo conformerà al Suo Corpo, risorto e glorioso. Nella attesa dobbiamo rimaneresaldi nella fede in Lui e farci Suoi imitatori e non comportarci da ‘nemici della croce di Cristo’ (seconda Lettura).Abramo, uomo di fede, anch’egli è provato e saggiato nel crogiuolo di due dubbi assillanti: ‘come potrò sapere che ne avrò il possesso’ e quando questo avverrà, se ne constato da tempo il suo continuo procrastinarsi?

Il tempo dell’attesa del compimento della Sua promessa, non solo può inquietare e logorare, ma mette a dura prova la qualità della nostra fede in Dio, che è sempre fedele e mai viene meno alla Sue promesse, nonostante il nostro sonno-torpore e la nostra fragile e incostante perseveranza e la nostra ansiosa fretta a voler noi sostituirci e risolvere e velocizzare la realizzazione di quanto Egli promette, a modo nostro, secondo i nostri schemi e parametri, corrispondenti solo ai nostri principi e interessi privati ed egocentrici.

Con Abramo, padre nella fede, anche noi dobbiamo imparare a fidarci di Dio, anche quando le Sue promesse ci sembrano ritardare nel realizzarsi, perché tutto quello che ha promesso, Egli lo ha sempre realizzato fedelmente con i Suoi tempi e Sue modalità, che non sempre corrispondono con i nostri. Dio dona la Sua Parola e non la ritira mai!Dobbiamo fidarci di Dio, dunque, ascoltare, credere e seguire la Sua Parola per poter attraversare, superare e vincere le insidie e i pericoli del deserto della nostra storia e ricevere in dono la terra promessa a noi, chiamati ad ‘uscire’dalla nostra e dirigerci dove Egli ci indica e ci conduce.

Fidarsi, credere, lasciarsi purificare, nel setaccio della prova e della tribolazione della croce quotidiana e confidare sempre in Dio che mantiene le promesse e ci conduce certamente al ‘possesso’ della Sua terra.

Ora, devo fermarmi un po’ e, nella preghiera e nel
raccoglimento, voglio cercare di rispondere personalmente
alla Parola e mi chiedo: come lasciarmi ‘trasfigurare’ il mio
volto e cambiare il mio cuore? Come farmi convertire dalle
mie scelte e dai miei comportamenti da ‘nemico della croce
di Cristo’? Come vivere qui in terra e ‘comportarsi da
cittadini del cielo’? Come posso ‘uscire’ da me stesso, dal
mio torpore spirituale e dalle oscurità e ambiguità delle mie
presunte certezze e sicurezze, per fidarmi e credere nel Signore, ascoltarLo, seguirLo nella fedeltà per essere reso partecipe della luminosità e gloria del Suo Volto?

II Domenica Di Quaresima 17 marzo 2019

page1image37688page1image37848page1image38272page1image38600page1image38760page1image38920page1image39080page1image39240

Fai clic qui per la meditazione integrale dell’Omelia

2a domenica di quaresima 17 marzo 2019 def.

Comments are closed.