La Madonna del Miracolo come Madre della misericordia: nessuno può entrare in Cielo, se non per mezzo di Maria!

La Madonna del Miracolo come Madre della misericordia: nessuno può entrare in Cielo, se non per mezzo di Maria!

di P. Giovanni Cozzolino. O. M.

Apparendo ad Afonso Ratisbonne la Madonna del Miracolo si mostra in particolare come Madre della misericordia, gli cambia la vita, lo converte sigellando così il carisma pentienziale dell’ Ordine dei Minimi, e lo inscerisce nell’oceano della misericodia di Dio.
Maria, infattti è la soglia, il passaggio, il cancello che ci introduce nel cammino del Cristo, che è la vera porta che dà accesso alla salvezza. Con la sua passione, morte e resurrezione, Cristo ha spalancato la porta del cielo. Cooperando fin dall’incarnazione a questo mistero d’amore, Maria si è associata al Figlio divenendo anch’essa varco verso la Gerusalemme celeste. Per questo nella Chiesa viene invocata come “porta sempre aperta del cielo”.
San Bonaventura ribadisce questa verità con frase scultorea: «Nessuno può entrare in cielo, se non per mezzo di Maria”.
Maria esercita questa funzione in quanto è novella Eva, Regina assunta in cielo, Donna che intercede, Madre di Cristo.
Nel suo ruolo di novella Eva, ella riapre la porta del paradiso, chiuso dalla disobbedienza di Eva.
Maria è madre di tutti coloro che rinascono alla vita, proprio come la Chiesa di cui è modello. È Madre di quella vita di cui tutti vivono. Generando la vita, ha come rigenerato tutti coloro che di questa vita dovevano vivere .
Maria esercita la sua funzione di Madre di misericordia perché intercede per i suoi figli. Ella è la splendida porta del cielo, la porta del paradiso da cui scende sul popolo di Dio una pioggia di grazie. Per la sua fede, la porta del cielo è sempre aperta, a lei guardano con fiduciosa speranza tutti i credenti in Cristo.
Assunta in cielo, Maria continua la sua funzione materna come “porta del cielo”. Ella indica il cielo e parla el cielo. Accogliendo in lei il cielo stesso, Gesù Cristo nostro Signore, e contenendo in sé colui che i cieli stessi non possono contenere, ella è diventata la via del ritorno al cielo, la strada che conduce direttamente alla Gerusalemme celeste.
Maria è la porta che apre la dimora eterna, ove lei stessa regna nello splendore della gloria della Trinità.
Ma è soprattutto il titolo di Vergine-Madre a rendere Maria la porta del cielo, è la porta orientale attraverso la quale il sommo sacerdote Gesù Cristo è entrato nel mondo.
Spesso gli evangelisti usano il verbo “commuoversi fin nelle interiora” per indicare la misericordia di Dio. Egli avverte uno sconvolgimento simile a quello della madre verso il figlio portato nell’utero. (cfr. Mc 6, 34; cfr. Mt 9, 36; 14,14).
Nella vita di Gesù si rivela il Dio di misericordia descritto nell’Antico Testamento, le cui viscere tremano alla vista del popolo oppresso dalle sofferenze e dalla schiavitù d’Egitto. La parabola del Padre buono e misericordioso, il Padre che ama con viscere di madre, è una chiara testimonianza del mistero della divina misericordia.
La misericordia non è dunque un attributo secondario, ma lascia trasparire qualcosa di inaudito della vita intima di Dio il suo mistero più profondo e ineffabile.
La Vergine Maria, madre di misericordia, mette in evidenza alcune caratteristiche della misericordia divina.
Innanzitutto la sua gratuità. Dio ama senza chiedere nulla in cambio. Egli ama per primo, al di là di ogni merito. Proprio perché totalmente gratuita, la misericordia esprime la sovrabbondanza dell’amore del Dio che si mostra vicino all’uomo peccatore in modo disinteressato.
La divina misericordia è onnipotente perché cancella veramente e totalmente il peccato. Non si può mai slegare il peccato dal perdono e dalla misericordia di Dio. La misericordia ha la capacità di risvegliare il peccatore: «Se son caduto, mi rialzerò; se siedo nelle tenebre il Signore sarà la mia luce» (Mic 7, 7-9).
La divina misericordia è universale, si estende a tutti gli uomini. Lo sottolinea in particolare Paolo (cfr. Rm 15, 8- 9). Pagani e giudei, tutti sono uguali davanti a Dio, perché tutti hanno peccato e tutti hanno assoluto bisogno della misericordia di Dio.7).
La misericordia è eterna. La Sacra Scrittura esalta l’eternità della divina misericordia (cfr. Sal 135). . È vero, Dio non ha bisogno della nostra lode. Ma nella lode della divina misericordia l’uomo impara a conoscere il suo Dio e nell’adorazione esaltante della sua gloria giunge a comprendere la sua stessa esistenza.
La divina misericordia, infine, è amabile. È la carezza di Dio. Nel Cantico dei Cantici il coro chiede alla sposa: «Che cosa ha il tuo amato di diverso da un altro, o tu che sei la più bella tra le donne?» (Ct 5,9). Ed ella risponde: «Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscile fra mille e mille». E, dopo aver enumerato le molteplici ed eccellenti qualità, conclude con queste splendide parole: «Si, egli è tutto delizie! » (cfr. Ct 5,16). Cristo trascende infinitamente la più eccellente ed amabile delle cose create. È un oceano di dolcezza senza una piccola goccia di amarezza. Ogni altra amabilità è derivata e secondaria, l’amabilità di Cristo invece è originaria e primaria. Ogni realtà riceve eccellenza da lui. L’anima è come una nave in uno stretto fiume, dove non ha spazio per virare. Continuamente finisce sulla spiaggia e si arena sulle secche. In Cristo, invece, vi è ampiezza di mare. In Lui l’anima può issare al vento tutte le sue vele senza alcun timore di toccare il fondo. Egli, volto amabile della misericordia del Padre, secondo la bellissima l’espressione di sant’Agostino, «amandomi mi creò; reandomi mi rese amabile».
La Vergine Maria, madre di misericordia, richiama tutte queste caratteristiche e invita a due sentimenti: abbandonarsi con fiducia nella braccia della divina misericordia e fare di essa la nostra corazza.
Il primo sentimento è espresso in modo efficace da santa Teresa del Bambino Gesù: «Anche se io avessi nel mio cuore i peccati di tutto il mondo, non mi perderei di fiducia in Cristo mio Salvatore, ma andrei da lui e sono convinta che tutti i miei peccati scomparirebbero nella sua misericordia come una goccia d’acqua in un grande fuoco».
Il secondo sentimento è messo in evidenza in mod magistrale da sant’Agostino: La misericordia di Dio «ti precede guidandoti nel cammino che ignori, ti richiama Dio quando ti sei fatto lontano da Dio, ti attira a sé mentre sei schiavo del peccato, per farti persona libera, perché non vada errando ma cammini sulla via retta tutti i giorni della tua vita. E anche ti segue, difendendoti alle spalle perché non ti insidi al calcagno il serpente, il diavolo che ti è nemico, e non ti faccia cadere: infatti è proprio del brigante quando vuol uccidere, assalire di fronte o aggredire alle spalle. Per questo la misericordia di Dio cammina davanti e dietro a te perché tu proceda nel mezzo, sicuro e tranquillo, tutti i giorni della tua vita. Poni dunque la tua speranza e la tua gloria non in te stesso, ma nella misericordia di Dio che ti previene e ti segue: sei stato prevenuto quando eri peccatore, per essere salvato, e non sei stato trovato giusto, così che ti possa vantare di essere piaciuto a Dio»

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