Dedicato a San Nicola da Longobardi: creatura sempre in movimento per praticare il Vangelo!

emilioiuso-nicoladalongobardiSan Nicola da Longobardi: creatura sempre in movimento

come il Signore Gesù e il Santo Fondatore San Francesco di Paola!

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

Il Signore Gesù, nel proclamare la Buona Novella del Vangelo, è sempre in movimento e nella prima fase dell’annuncio, questo movimento si colloca in Galilea e presso il lago o mare come veniva comunemente chiamato : “Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui” (Mc. 1,14-20).

E qui avviene la chiamata dei primi quattro discepoli: il Gesù che è in movimento è un Gesù che mette in movimento le persone.

Succede anche al Santo Fondatore San Francesco di Paola che, incontra Gesù attraverso la testimonianza dei genitori e la formazione di P. Antonio Paparico, e si mette in movimento anche lui: si pensi  all’ anno votivo trascorso a San Marco Argentano, al pellegrinaggio a Roma e Assisi, al passaggio dello Stretto di Messina, al viaggio in Francia.

Anche san Nicola è una creatura di movimento:  incontra il Signore Gesù, dopo l’itinerario della formazione cristiana, proprio qui nella chiesa di S. Domenica a Longobardi paese e già a 20 anni entra nel convento di Paola e da questo momento innumerevoli sono i suoi trasferimenti nei vari conventi dell’ Ordine, come anche il pellegrinaggio a Loreto.

Ma quando il Signore Gesù cammina nella nostra vita e noi ci lasciamo mettere in movimento da Lui, accadono questi elementi che cambiano la nostra esistenza:

a)                    Lui prende l’iniziativa e vede l’intimo di ognuno di noi “ vide Simone, Andrea, Giovanni e Giacomo, vide Francesco di Paola, vide Nicola da Longobardi” e questo vedere di Gesù significa uno sguardo che elegge, sceglie, tira fuori dalla folla, per cui il suo vedere diventa messaggio e proposta di vocazione: è come se dicesse a Pietro Andre, Giovanni, Giacomo, Francesco di Paola, Nicola da Longobardi e a noi “Tu mi interessi!”.

b)                   Dal modo di vedere e scegliere da parte di Gesù, comprendiamo che la chiamata viene da lui e soltanto da lui ed è un invito all’insegna della pura gratuità e, quasi , sconcertante, non comprende in quel momento dell’ incontro cosa il Signore voglia: per i primi quattro apostoli “vi farò pescatori di uomini”, per Francesco di Paola ‘fare l’eremita’,  per Nicola da Longobardi ‘ frate oblato’

Quindi, la vita cristiana è risposta alla chiamata del Signore Gesù come hanno fatto Simone, Andrea, Giovanni e Giacomo, Francesco di Paola, Nicola da Longobardi e non una nostra decisione:  se mi decido è perché Qualcuno si è deciso nei mei confronti; se mi metto in cammino, è perché il Signore ha preso a camminare sulle mie strade, perché non siamo noi che partiamo alla ricerca di Dio, ma è Dio che si pone alla ricerca di ogni uomo.

Pietro, Andrea, Giovanni, Giacomo, Francesco di Paola, Nicola da Longobardi non sono loro a conquistare il Maestro, ma vengono conquistati e afferrati da Lui.

Da parte di Pietro, Andrea, Giovanni, Giacomo, Francesco di Paola, Nicola da Longobardi, notiamo questi elementi come risposta all’iniziativa di Dio:

a)                    la Fede: si affidano totalmente e subito al Signore, che è una Persona e non una dottrina ed è un accettare di vivere un’avventura della quale non si sa nulla: il Cristo non presenta la lista dettagliata delle sue esigenze, non dice cosa vuole e dove porterà, ma chiede un’adesione incondizionata, perché il significato di ciò che è avvenuto con l’incontro con Lui, di ciò che si è vissuto co Lui, lo si scopre soltanto a cose compiute per Francesco di Paola “A chi ama Dio tutto è possibile”; per Nicola da Longobardi “Credo con certezza i misteri rivelati che non posso minimamente dubitarne. Sono più certo dei misteri della Santa Fede che di tutto ciò che vedo con gli occhi”;

b)                    il Distacco: la decisione di mettersi in movimento con il Signore che mette in movimento viene espressa attraverso un distacco: dalle reti, dal mestiere, dalle cose, dai legami familiari; il discepolo di Gesù non è però uno che ha abbandonato qualcosa, ma è uno che ha trovato Qualcuno: è uno che segue il Cristo, si accompagna a Lui, stabilisce una comunione di vita con Lui;

c)                    la Sequela: è il termine seguire che caratterizza il discepolo, non il ter-nime imparare, perché il discepolo non accetta una dottrina, ma un progetto di vita, non discute col Maestro, ma Lo segue e il  Cristo verrà conosciuto a mano a mano che gli si terrà dietro.  E sia ben inteso la chiamata del Signore non riguarda una categoria privilegiata di persone, degli invitati specialissimi per una vicenda eccezionale, dei super-dotati per un’impresa che riguarda pochi, ma è qualcosa che riguarda tutti quelli che decidono di prendere sul serio il Vangelo, di credere alla « buona notizia ». Dunque, anche per i discepoli quali siamo noi resta valida la dimensione di « sequela »: si tratta di percorrere la stessa strada del Cristo, fare le sue stesse scelte, ri­petere i suoi gesti, assumere i suoi pensieri e i suoi atteggiamenti, ispirarsi ai suoi criteri, avere le sue preferenze. Quando uno non condivide il progetto del Maestro, i suoi at­teggiamenti di servizio, non è più uno che segue, ma uno che pren­de le distanze dal Cristo.

d)                    Lasciarsi fare. «Vi farò diventare pescatori di uomini ». Il mestiere di pescatori di pesci lo conoscono, ma l’altro no. Anzi, non sanno neppure cosa significhi. Lo impareranno esercitandolo. Abbiamo così l’ultimo tratto che caratterizza il discepolo: « la­sciarsi fare » dal Maestro. « Vi farò diventare… ». Difficile, per non dire impossibile, trovare un discepolo già bello e fatto, completo, « arrivato ». Discepolo, cristiano è, semplicemente, uno che sta lo sta diventando, così come hanno fatto Simone, Andrea, Giovanni e Giacomo, Francesco di Paola, Nicola da Longobardi.

Tutto ciò è custodito nella prime parole proclamate da Gesù nell’annuncio della Buona Novella, custodito nel voto di vita quaresimale dal Santo Fondatore San Francesco di Paola, il qual ben compreso che il punto debole dell’amore di Dio è la preghiera del cuore penitente per cambiare il cuore dei potenti del mondo per il benessere spirituale di ogni uomo:  “Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore. Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta». I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece” (Gn 3,1-5.10).

            Attualizzato da San Nicola da Longobardi con queste stupende parole: “L’anima nostra è come una bilancia: quanto più si piega da una parte, tanto più s’innalza dall’altra. Umiliamoci: umiltà, umiltà, per avere più carità”.

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